Παρασκευή, 17 Φεβρουαρίου 2012

Με θάλασσας Μαύρης έμπνευση: Mare nero - Alessio Lega




Noi siamo il mare nero che di giorno sta calmo

si muove lentamente si cela nel profondo
in un fruscio leggero intona il proprio salmo
un canto che gli viene dal termine del mondo

e porta di lontano profumo di speranza
invade la tua stanza ti fa sentire strano
ti fa apparire estraneo al gregge dei montoni
condotti nel macello al suono dei milioni.



Noi siamo il mare nero che di notte protetto
dal buio, si alza in onde, si butta sulla riva
e se si tira indietro si avvolge nel suo letto
per assalire l’ argine con forza ancor più viva.

Abbiamo vele nere per spingerci nel mare
ma non sono bandiere, attento a non sbagliare!
Noi siamo libertà, ciò che più fa paura
sospesi al centro esatto tra ragione e natura

Siamo gli anarchici...

Noi siamo il mare nero, la tenebra feroce
sparsa sulle piaghe aperte del sistema
il nostro sangue infetto né avvelena la foce
e la mano del boia mentre colpisce trema

perché non c’è è maniera di strapparci alla vita
ogni giorno rapita, riscattata ogni sera
perché non c’è è paura che possa incatenare
il tempo che ogni giorno riusciamo a liberare.

Noi siamo il mare nero, acque salate e sporche
depositiamo dubbi nel ventre d’ ogni fede
abbiam molte madonne, tutte piuttosto porche,
e ognuno di noi è un dio che si tocca e si vede

ed i nostri rosari sono i caricatori
che sgraniamo amari nel ventre dei signori
noi siamo la paura della classe più ricca
noi siamo la torchiera della corda che l’ impicca.

Siamo gli anarchici...

Noi siamo il mare nero, la dinamite accesa
in questa calma piatta la miccia si consuma
“lavorate tranquilli, andate a far la spesa!
Sulle vostre autostrade, sepolti nella bruma”

Sulla strada che fate, di fretta per consumo
non più nebbia ma fumo troverete un estate
coglioni come siete apritevi il cervello
non confondete ancora l’ ultimo campanello

Noi siamo il mare nero che un giorno vi ha travolti
vi ha trovato schiavi, vi ha mostrato l’ uscita
ci siamo illusi che voi troppo stanchi dei molti
anni nelle catene, rivoleste la vita

ma in cambio del permesso di rientrare nel gregge
ci rivendete spesso al potere e alla legge
perché è la libertà ciò che vi fa paura...
sospesi al centro esatto tra violenza e cultura

Siamo gli anarchici...

Noi siamo il mare nero, lutto e disperazione
per un passato triste, per un futuro incerto
e un mondo concepito in guisa di prigione
la tagliola che morde chi esce allo scoperto

ci fan sentire logori, stanchi anche di gridare
avvelenato il mare, sepolti nei ricoveri
ricoverati, matti, pazzi per troppo amore
con un sudario grigio disteso sul dolore...

Ma siamo il mare nero, gli aranci della Spagna
agro, zucchero e miele, il vino della terra
ubriachi di vita di città in campagna
troviam nuovi compagni per far guerra alla guerra

Altro che “addio Lugano”, cantiamo la memoria
ma occupiamo la storia, dove siamo e restiamo
dove non siamo andremo, ci andremo per davvero
perché siam come il mare, noi siamo un mare nero!

Siamo gli anarchici...

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